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8 Gennaio 2026

Legge di Bilancio 2026

La nuova Finanziaria lascia l’amaro in bocca: l’obiettivo di avere una legge di bilancio con ampio anticipo rispetto il fine anno è andato in frantumi. Innumerevoli i colpi di scena e i cambi di programma con una forte destabilizzazione delle parti sociali coinvolte. Una rete di taglia-e-cuci infinito per rattoppare misure fragili, inadatte al sistema produttivo già in bilico. Inoltre, molti dei nodi fondamentali non verranno sciolti da questa legge, ma bisognerà attendere nuovi lavori in Aula programmati per metà Gennaio.

La legge di Bilancio in numeri[1]:

  1. La manovra di bilancio, comprensiva della riprogrammazione PNRR, prevede interventi per 21,6 miliardi di euro all’anno nel triennio 2026-2028.
  2. La manovra ha effetti espansivi limitati: sostanzialmente neutra nel 2026 a fronte di 0,1 punti di maggiore crescita del PIL nel 2027 e nel 2028.
  3. Gli interventi di riduzione della pressione fiscale sostengono la spesa delle famiglie.
  4. Gli interventi in manovra sostengono un incremento degli investimenti in beni strumentali che sono previsti in crescita del 2,3% nel 2026 e del 2,0% nel 2027.

Vediamo ora rapidamente le misure per le imprese di maggior impatto:

Assegnazione agevolata dei beni ai soci
Le società potranno trasferire in maniera agevolata ai propri soci beni immobili o mobili registrati non strumentali all’attività d’impresa. L’imposta sostitutiva dell’IRES e dell’IRPEF sarà dell’8%, calcolata sulla differenza tra il valore normale e il costo fiscale riconosciuto del bene. Un’aliquota specifica del 13% è prevista per le riserve in sospensione di imposta che vengono annullate per effetto dell’assegnazione o trasformazione in società semplici.

Tassazione plusvalenze: eliminata la rateizzazione
Dal 2026 viene eliminata la possibilità per le imprese di rateizzare le plusvalenze realizzate dalla cessione dei beni d’impresa.

Affrancamento riserve in sospensione di imposta
Riapertura dei termini per l’affrancamento dei saldi attivi di rivalutazione e delle riserve in sospensione di imposta sussistenti nel bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2024. Imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’Irap del 10% da versare in quattro rate annuali.

Incremento dell’imposta sostitutiva per la rivalutazione di terreni e partecipazioni
Viene innalzata dal 18% al 21% l’imposta sostitutiva per la rivalutazione di terreni e partecipazioni posseduti da persone fisiche non nell’esercizio d’impresa.

Detassazione rinnovi contrattuali
Viene applicata un’aliquota sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali pari al 5% per gli incrementi retributivi corrisposti nel 2026 ai dipendenti del settore privato, in attuazione di rinnovi contrattuali sottoscritti negli anni 2024, 2025 e 2026. L’agevolazione si applica, salvo espressa rinuncia scritta del prestatore di lavoro, esclusivamente nei confronti dei lavoratori dipendenti con reddito non superiore, nel 2025, a 33.000 euro.

Detassazione premi di risultato
Per gli anni 2026 e 2027 l’aliquota sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali sulle somme erogate a titolo di premi di risultato o di partecipazione agli utili di impresa viene ridotta dal 5% all’1%. Il limite complessivo detassabile, inoltre, viene innalzato da 3.000 a 5.000 euro.

Esoneri Contributivi
Vengono stanziati 825 milioni di euro per il triennio 2026-2028 destinati a finanziare l’esonero parziale dai contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, per un massimo di 24 mesi, con riferimento ai contratti a tempo indeterminato (nuove assunzioni o trasformazioni da tempo determinato) instaurati nel 2026 con giovani, donne svantaggiate o nell’ambito della ZES unica.

Iperammortamento
La misura, con uno stanziamento di 9.2 miliardi di euro) riguarda le imprese che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi funzionali alla trasformazione digitale dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.

La maggiorazione del prezzo di acquisizione è pari al:

  • 180% per gli investimenti sino a 2,5 milioni di euro,
  • 100% per gli investimenti oltre i 2,5 milioni e sino a 10 milioni di euro,
  • 50% per gli investimenti oltre i 10 milioni di euro e sino a 20 milioni di euro.

Limitati gli incentivi ai soli beni prodotti in Stati dell’Unione europea o aderenti allo Spazio economico europeo. Aggiornati ed ampliati gli allegati che individuano i beni per i quali spetta l’agevolazione. Eliminata la maggiorazione per investimenti green.

Parallelamente vengono stanziati 1.3 miliardi di euro per finanziare le richieste di credito 4.0 eccedenti lo stanziamento originario.

Nuova Sabatini
Per il biennio 2026-2027 sono stati stanziati 650 milioni di euro complessivi, di cui 200 milioni per il 2026 e 450 milioni per il 2027.

Credito d’imposta ZES unica e Zone Logistiche Semplificate
Prorogato il credito d’imposta per investimenti effettuati nella ZES unica per il triennio 2026/2028 ricomprendendovi anche le regioni Marche e Umbria. Viene inoltre, per il medesimo triennio, prorogato il credito d’imposta spettante per gli investimenti effettuati nelle ZLS. Permane il limite di un investimento minimo di 200.000 euro. Incrementato il credito spettante per gli investimenti effettuati nella ZES unica nel 2025: il credito riconosciuto diviene pari al 75% delle spese sostenute.

Settori Agricolo e Pesca
Per gli investimenti in beni strumentali (fino a 1 mln di euro) realizzati dal 1° gennaio 2026 al 28 settembre 2028, è concesso un credito d’imposta del 40%

Turismo
Autorizzata la spesa di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028 per la concessione di contributi anche a fondo perduto per gli investimenti privati nel settore.

Internazionalizzazione
Le dotazioni finanziarie per l’internazionalizzazione delle imprese sono incrementate: 100 milioni di euro aggiuntivi nel 2026 sono destinati a una sezione specifica per il sostegno alle imprese. Inoltre, il fondo generale per la promozione degli scambi e l’internazionalizzazione è aumentato di 100 milioni di euro per ciascun anno nel triennio 2026-2028.

Moda
Prorogato il credito d’imposta per design e ideazione estetica (campionari) fino al 2026, nella misura del 10% e nel limite massimo dei 2 MLN di euro. Stanziati 60 milioni per il 2026. Il credito sarà utilizzabile in UN’UNICA QUOTA ANNUALE. Tornerà un sistema di comunicazione telematiche al Ministero.

Imprese energivore
La manovra introduce un credito d’imposta per le imprese energivore, finanziato con risorse nazionali e non soggetto al principio DNSH, con una dotazione limitata a 10 milioni di euro per il 2026.

[1] Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Banca d’Italia, Corte dei conti, Istat e Mef

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