12 Gennaio 2022

Piano nazionale di ripresa e resilienza o PNRR: cos’è e come utilizzarlo

Il Piano Nazionale Ripresa e Resilienza è un piano di obiettivi e attività su medio periodo (2021-2026) per far fronte alla crisi pandemica che ha coinvolto l’Europa. Si tratta di un’impostazione comunitaria che viene quindi accolta dal singolo Stato Membro. 

La caratteristica principale del PNRR sta nel fatto che si tratta di un programma basato sulle performance e non consiste invece in un semplice piano di spesa.

Questo significa che i contributi associati al Piano vengono confermati ed erogati solo nel caso in cui gli obiettivi siano stati raggiunti.

Cosa significa che il PNRR è un piano basato sulle performance?

Il PNRR è strutturato in milestone e target: le milestone definiscono le fasi di avanzamento operativo, i target sono gli obiettivi da raggiungere. 

Le attività e gli obiettivi vengono stabiliti insieme ad una tempistica: se e solo se i risultati verranno raggiunti nei tempi stabiliti, allora ci saranno le erogazioni di risorse. Ad ogni target raggiunto vengono sbloccati i successivi.

Quali sono i principi su cui si basa il PNRR?

Trattandosi di uno strumento comunitario, tutto il Piano deve rispettare alcuni principi comuni condivisi tra tutti gli Stati Membri.

Il principio alla base di tutto il sistema è il DNSH (Do No Significant Harm) o anche “principio del non arrecare danno significativo”. Questo significa che l’impatto ambientale deve essere sempre minimo e calmierato.

Gli ulteriori principi sono:

  • del contributo all’obiettivo climatico e digitale,
  • del conseguimento di target e milestone e degli obiettivi finanziari,
  • assenza del doppio finanziamento;
  • comunicazione e informazione (e indirettamente, di trasparenza).

Quali sono i pilastri del piano nazionale di ripresa e resilienza?

Il Piano si focalizza su alcuni pilastri considerati fondamentali per la ripresa del nostro Paese. In tutto sono tre:

  • Digitalizzazione e innovazione;
  • Transizione ecologica;
  • Inclusione sociale

All’interno dei pilastri possiamo individuare sei missioni principali, all’interno delle quali ritrovare milestone e target:

  1. Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo
  2. Rivoluzione verde e transizione tecnologica
  3. Infrastrutture per una mobilità sostenibile
  4. Istruzione e ricerca
  5. Coesione e inclusione
  6. Salute

A quanto ammonta il PNRR?

Il Piano prevede un plafond di 191,5 miliardi di euro per la sola Italia. Di questi miliardi, 68,9 saranno erogati sotto forma di contributi a fondo perduto; i restanti 122,6 sono erogati sotto forma di prestiti.

Le risorse sono erogate per fasi, di una durata semestrale

Come funziona l’erogazione delle risorse del PNRR?

Il meccanismo di erogazione prevede un iter articolato in cui vengono valutati gli obiettivi raggiunti e le modalità di soddisfacimento degli obiettivi.

Fase 1: Al raggiungimento dei traguardi e degli obiettivi, lo Stato Membro presenta alla Commissione una richiesta di pagamento motivata. La Commissione ha 2 mesi per valutare la richiesta e in caso di esito positivo, invia il tutto al Comitato economico e finanziario, il quale trasmetterà il suo parere in 4 settimane.

Fase 2: Se la Commissione accerta che i traguardi e gli obiettivi non sono stati conseguiti in maniera soddisfacente, il pagamento viene sospeso fino all’adozione delle misure necessarie

Fase 3: Se entro 6 mesi lo Stato Membro non ha adottato le misure idonee, il contributo viene rimodulato;  se scade anche il termine di 18 mesi, il contributo viene eliminato.

Quali misure sono già state realizzate all’interno del PNRR?

Il piano è stato implementato lo scorso aprile 2021 e al 28 dicembre 2021 sono già stati raggiunti ben 51 obiettivi. Questo risultato permette di liberare ulteriori risorse.

Tra le principali misure rivolte al mondo produttivo ritroviamo:

  • Fondo tematico della Banca europea degli investimenti
  • Fondo nazionale per il turismo
  • Fondo di garanzia per le PMI
  • Sezione speciale del Fondo di Garanzia
  • Fondo rotativo per l’innovazione
  • Credito di imposta per la riqualificazione delle strutture produttive
  • Investimenti IPCEI su microelettrica, idrogeno e cloud
  • Rifinanziamento del Fondo gestito da SIMEST
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