Era già da tempo oggetto di discussione la proposizione della cessione del credito anche per il Piano Industria 4.0. Il successo riscontrato con il bonus 110% aumentava i favorevoli a questa modalità anche per altre tipologie di credito di imposta, che ad oggi restano fruibili esclusivamente in compensazione.
Le commissioni Bilancio e Finanze del Senato ha approvato due emendamenti al Decreto Sostegni, prevedendo appunto la possibilità di monetizzare i crediti di imposta.
Non tutti però: in linea con le linee programmatiche del PNNR e della più recente bozza in consultazione in tema di Proprietà Industriale, la possibile cessione riguarda esclusivamente i crediti di imposta relativi ad investimenti in beni materiali e immateriali strumentali, siano essi 4.0 piuttosto che “ordinari”.
Resterebbero al momento esclusi quindi i crediti per attività di Ricerca e Sviluppo, Innovazione tecnologica e Ideazione estetica e per le attività formative 4.0.
Sarà possibile, in alternativa alla compensazione, cedere il proprio credito, anche in misura parziale. Il credito potrà essere ceduto anche ad istituti di credito e intermediari finanziari.
Chi acquista i crediti potrà utilizzarli in compensazione, ma la quota non fruita nell’anno verrà persa e non sarà più rimborsabile.
Gli emendamenti passano ora alla Camera, che dovrà votare a favore o meno della cessione creditizia.
In caso di esito positivo, l’opzione entrerà in vigore con la legge di conversione del Decreto legge e sarà operativa fino al 31 dicembre 2022.
Ma occorrerà attendere anche un provvedimento da parte dell’Agenzia delle Entrate, che individuerà tutte le regole e le modalità di utilizzo della già individuata piattaforma per la cessione del credito (la stessa utilizzata per il Superbonus).
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