Il panorama dell’auto in Italia si appresta a vivere una trasformazione profonda, non solo tecnologica ma anche strategica. Con la recente pubblicazione del DPCM 10 giugno 2026, il Governo ha delineato la nuova architettura degli incentivi per il periodo 2026-2030, mettendo sul piatto una dote complessiva di 1,343 miliardi di euro.
Un cuore industriale: ricerca e “Made in Europe”
Oltre il 70% delle risorse del Fondo Automotive (quasi un miliardo di euro) sarà destinato direttamente alle aziende che investono in ricerca e innovazione. Attraverso strumenti come gli “Accordi per l’innovazione” e i “Mini Contratti di sviluppo”, lo Stato punta a finanziare nuovi motori, componenti e sistemi di propulsione. L’obiettivo dichiarato è sostenere la capacità produttiva nazionale e il principio del “Made in Europe”, evitando che gli incentivi finiscano per agevolare veicoli prodotti fuori dai confini europei senza alcuna ricaduta industriale sul nostro territorio.
PMI dell’autotrasporto: fino a 20.000 euro per rinnovare i furgoni
Un capitolo centrale del decreto è dedicato alle Piccole e Medie Imprese (PMI) che si occupano di trasporto merci. Per chi decide di acquistare un nuovo veicolo commerciale (furgoni o autocarri di categoria N1 e N2), sono stati stanziati 180 milioni di euro fino al 2030. Il contributo è particolarmente generoso per chi punta sull’elettrico o sull’idrogeno: in questi casi, con la rottamazione di un vecchio mezzo, si può arrivare a uno sconto in fattura fino a 20.000 euro. Anche per i motori tradizionali (benzina, diesel o gas) sono previsti aiuti, ma solo a fronte della rottamazione di un veicolo fino a Euro 4, con sconti che variano dai 2.000 ai 10.000 euro in base alla massa del mezzo.
Il beneficiario deve essere una PMI di autotrasporto e mantenere la proprietà del veicolo acquistato per almeno 24 mesi. Per i mezzi a benzina, diesel o gas il veicolo rottamato va consegnato intestato da almeno 12 mesi al soggetto che acquista il nuovo. Il contributo spetta anche alle società di noleggio che acquistano un veicolo commerciale per una PMI di autotrasporto, sulla base di un ordine finalizzato a un contratto di noleggio di durata non inferiore a tre anni: in questo caso la società di noleggio applica alla PMI uno sconto obbligatorio pari al contributo, ripartito sui canoni mensili.
Il contributo è differenziato in base alla massa massima a pieno carico e all’alimentazione del veicolo. Per i mezzi elettrici a batteria e a idrogeno gli importi sono i più alti e crescono ulteriormente con la rottamazione di un veicolo della stessa categoria.
| Massa a pieno carico | Contributo veicoli elettrici e a idrogeno |
| fino a 1,49 t | 2.000 euro, fino a 4.000 con rottamazione |
| da 1,50 a 2,39 t | 4.500 euro, fino a 8.000 con rottamazione |
| da 2,40 a 3,49 t | 10.000 euro, fino a 14.000 con rottamazione |
| da 3,50 a 4,24 t | 14.000 euro, fino a 18.000 con rottamazione |
| da 4,25 a 7,2 t | 16.000 euro, fino a 20.000 con rottamazione |
Per i veicoli ad alimentazione tradizionale il contributo spetta solo con la rottamazione di un mezzo della stessa categoria omologato fino a Euro 4.
| Massa a pieno carico | Contributo con rottamazione |
| fino a 1,49 t | 2.000 euro |
| da 1,50 a 2,39 t | 3.000 euro |
| da 2,40 a 3,49 t | 4.500 euro |
| da 3,50 a 4,24 t | 8.000 euro |
| da 4,25 a 7,2 t | 10.000 euro |
Retrofit a gas: la svolta per le auto aziendali
Una boccata d’ossigeno arriva anche per il settore del “retrofit”, ovvero la trasformazione a gas di auto già circolanti. Il decreto stanzia 20 milioni di euro per incentivare l’installazione di impianti a GPL (400 euro di bonus) e metano (800 euro). La grande novità è che, per la prima volta, il contributo è esteso anche alle auto intestate alle imprese e ai veicoli Euro 3, finora esclusi. Si tratta di una misura pensata per chi non vuole o non può sostituire il veicolo, permettendo di risparmiare sui costi del carburante e ridurre le emissioni di CO2 del parco auto esistente.
Colonnine, moto elettriche e noleggio sociale
Il decreto non dimentica la micro-mobilità e le infrastrutture domestiche. Per l’acquisto di moto e quadricicli elettrici o ibridi, dal 2027 sarà possibile ottenere uno sconto fino a 3.000 euro in caso di rottamazione. Importanti novità riguardano anche le colonnine di ricarica domestiche: il bonus coprirà l’80% della spesa, con un tetto di 1.500 euro per i privati e 8.000 euro per i condomini. Infine, parte un esperimento di “noleggio sociale” gestito dall’ACI, riservato a chi ha un ISEE inferiore a 30.000 euro, per facilitare l’accesso a auto a basse emissioni tramite contratti a lungo termine.
Come accedere ai contributi
Per la maggior parte di queste misure, la gestione operativa è affidata a Invitalia. I beneficiari non dovranno affrontare burocrazie complesse al momento dell’acquisto: i contributi verranno erogati principalmente come sconto diretto in fattura da parte del concessionario o dell’installatore, che verrà poi rimborsato tramite credito d’imposta. Tuttavia, le imprese e i cittadini dovranno attendere l’apertura ufficiale degli sportelli telematici e la pubblicazione dei decreti attuativi per poter prenotare le risorse sulla piattaforma dedicata.
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