19 Febbraio 2026
Credito d’imposta per imprese energivore: le novità della legge di bilancio 2026
La Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) ha introdotto un’importante misura di sostegno dedicata specificamente alle imprese a forte consumo di energia elettrica e gas naturale. Si tratta di uno schema di credito d’imposta che mira a premiare gli investimenti in efficienza energetica realizzati nel corso del 2025, ricalcando la struttura del Piano Transizione 5.0 ma con alcune rilevanti semplificazioni operative.
Il Perimetro dei Beneficiari
L’agevolazione non è aperta a tutte le realtà produttive, ma si rivolge esclusivamente alle imprese che, per l’anno 2025, risultano regolarmente iscritte negli appositi elenchi gestiti dalla CSEA (Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali). Nello specifico:
- Imprese energivore: iscritte nell’elenco delle aziende a forte consumo di energia elettrica.
- Imprese gasivore: iscritte nell’elenco delle aziende a forte consumo di gas naturale.
Per accedere al beneficio, le imprese devono inoltre essere in possesso di un DURC regolare e non trovarsi in stato di difficoltà finanziaria o procedure concorsuali.
Investimenti Agevolabili e Requisiti Tecnici
Il credito d’imposta riguarda gli investimenti effettuati tra il 1° gennaio 2025 e il 31 dicembre 2025. Una sorta di cuscinetto nel caso in cui la 5.0 non andasse a buon fine.
I beni oggetto dell’agevolazione devono essere beni strumentali nuovi, materiali o immateriali, ricompresi negli allegati A e B della legge 232/2016 (il cosiddetto paradigma 4.0).
L’elemento caratterizzante della misura è il risparmio energetico certificato. L’investimento deve infatti garantire:
- Una riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva localizzata in Italia non inferiore al 3%;
- Oppure, in alternativa, una riduzione dei consumi energetici dei processi interessati dall’investimento non inferiore al 5%.
Aliquote e Valore del Credito
La misura dell’incentivo è determinata sulla base di aliquote a scaglioni, identiche a quelle previste per il Piano Transizione 5.0.
Per investimenti fino a 10 milioni di euro, il credito d’imposta può arrivare fino al 45% della spesa, a seconda del livello di risparmio energetico conseguito. Oltre i 10 milioni e fino a un tetto di 50 milioni, le aliquote si riducono, oscillando tra il 5% e il 15%.
La Semplificazione DNSH e il Limite di Spesa
Una delle novità più significative per le imprese energivore e gasivore è l’esclusione del principio DNSH (“Do No Significant Harm” – Non arrecare danno significativo all’ambiente). A differenza del regime Transizione 5.0 ordinario, questa specifica categoria di imprese non è tenuta a dimostrare il rispetto di tale vincolo europeo, semplificando notevolmente l’iter burocratico e documentale.
Tuttavia, è bene sottolineare che la dotazione finanziaria complessiva per questa misura è fissata a 10 milioni di euro per l’anno 2026. Si tratta di un tetto di spesa che potrebbe richiedere una ripartizione proporzionale del credito tra le imprese richiedenti, qualora il volume totale degli investimenti superasse le risorse disponibili.
Aspetti Operativi e Cumulabilità
Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite modello F24. Per quanto riguarda la cumulabilità, la norma è tassativa: il beneficio non è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi ammissibili. Restano inoltre esclusi dal perimetro agevolativo gli investimenti direttamente connessi ai combustibili fossili o legati ad attività nel sistema ETS che generano elevate emissioni di gas serra.
In attesa del decreto attuativo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), che definirà le modalità e i termini per la presentazione delle domande, consigliamo alle imprese interessate di predisporre già le certificazioni tecniche (ex-ante ed ex-post) necessarie per attestare l’effettiva riduzione dei consumi.