Categories: News

Bilancio oltre i termini? Non dimenticare la nota integrativa

Per le imprese e le associazioni che hanno ricevuto erogazioni pubbliche di importo superiore a 10.000,00 € scatta l’obbligo di adeguata informativa in bilancio (o sul proprio sito Internet). A partire dal bilancio 2023 possono altresì essere applicate sanzioni in caso di mancata pubblicazione. Inoltre, da quest’anno, è prevista l’esenzione dell’informativa per gli aiuti di Stato e gli aiuti de minimis contenuti nel Registro nazionale degli aiuti di Stato.

Facciamo un passo indietro. Già dal 2017 (e per precisione con la L. 124/2017) è presente un sistema volto ad assicurare la trasparenza nel sistema delle erogazioni pubbliche, rivolto in particolare alle associazioni e alle imprese, tramite l’inserimento in bilancio ovvero sul proprio sito internet o su quello di categoria.

Il termine ultimo per adempiere a questo onere è tendenzialmente quello del 30 giugno, o quantomeno coincidere con l’approvazione del proprio bilancio.
Nel caso in cui il bilancio d’esercizio non venga approvato entro 120 giorni bensì nel maggior termine di 180 giorni dalla chiusura del periodo d’imposta, il termine per l’adempimento dell’informazione delle erogazioni ricevute viene differito.

Ma quando scatta l’obbligo? I soggetti interessati possono esimersi dalla pubblicazione delle somme percepite, quando l’importo totale non superi il valore di 10.000 euro.

Per quanto riguarda le regole di indicazione in nota integrativa, la tassonomia dei bilanci obbliga a fornire informazioni in relazione ai contributi ricevuti sotto qualunque forma (sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e comunque vantaggi economici di qualunque genere) dalle Pubbliche Amministrazioni, nel pieno rispetto dei principi di trasparenza dei bilanci. Tali principi non escludono i bilanci redatti in forma abbreviata o quelli delle micro-imprese.

Le informazioni saranno da pubblicare in forma schematica e comprensibile e dovranno avere ad oggetto i seguenti elementi:

  1. denominazione e codice fiscale del soggetto ricevente;
  2. denominazione del soggetto erogante;
  3. somma incassata (per ogni singolo rapporto giuridico sottostante);
  4. data di incasso;
  5. causale.

Per gli aiuti di Stato e gli aiuti de minimis contenuti nel Registro nazionale degli aiuti di Stato, invece, poiché già registrati a sistema da parte delle stesse Amministrazioni gestrici, fa sì che non sia più necessario per le imprese procedere alla loro menzione. È prevista, quindi, l’esenzione dell’informazione degli aiuti suddetti.

Si ricorda che l’obbligo di rendicontazione segue il criterio c.d. di cassa, in quanto riguarda gli importi “effettivamente erogati”.

Gli imprenditori individuali e le società di persone, prive di obbligo di redazione dei bilanci, assolvono al suddetto obbligo tramite la pubblicazione delle informazioni di cui sopra sui propri siti Internet, oppure sui portali delle associazioni di categoria di appartenenza.

Cosa succede se non rispetto l’obbligo di trasparenza? L’inosservanza degli obblighi comporta una sanzione pari all’1 per cento degli importi ricevuti con un importo minimo di 2.000 euro, nonché la sanzione accessoria dell’adempimento agli obblighi di pubblicazione. Decorsi 90 giorni dalla contestazione senza che il trasgressore abbia ottemperato agli obblighi di pubblicazione e al pagamento della sanzione amministrativa, si applica la sanzione della restituzione integrale del beneficio ai soggetti eroganti.

Tags: Documento informativo

Recent Posts

Direttiva (UE) 2023/970 sulla trasparenza retributiva: cosa cambia per le aziende

L’Unione Europea ha introdotto con la Direttiva (UE) 2023/970 un nuovo e significativo intervento normativo volto a rafforzare il principio…

3 settimane ago

Giornata della Terra 2026: Open Group Italia Sustainability Partner di Club Silencio

Un successo sostenibile: il racconto del 25 aprile ai Musei Reali con CLUB SILENCIO L'evento tenutosi il 25 aprile presso…

4 settimane ago

Modello redditi 2026: come compilare le sezioni per le attività di Ricerca, Sviluppo e Innovazione

Con il codice credito “L1”, nella presente sezione va indicato il credito d’imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo,…

1 mese ago

UNI/PdR 192:2026: un nuovo riferimento per la conciliazione vita-lavoro nelle organizzazioni

Il 14 aprile 2026 è entrata in vigore la Prassi di Riferimento UNI/PdR 192:2026, che introduce un nuovo quadro di…

1 mese ago

Rapporto biennale sulla situazione del personale: obbligo e scadenze

Entro il 30 aprile 2026 le aziende pubbliche e private con più di 50 dipendenti sono tenute a un importante…

1 mese ago

Legge annuale sulle PMI: cosa c’è di nuovo?

È stata recentemente pubblicata nella Gazzetta Ufficiale la Legge 11 marzo 2026, n. 34, nota come la "Legge annuale sulle…

2 mesi ago