Iperammortamento 2026: cosa aspettarci dal decreto attuativo?

Siamo ancora in attesa della pubblicazione del decreto attuativo ufficiale e sono già circolate diverse voci sulla volontà di ampliare il bacino di provenienza degli investimenti, piuttosto che l’indicazione di alcune specifiche operative.

Siamo riusciti a intercettare una bozza del decreto, che dovrebbe contenere almeno le informazioni principali da considerare nell’approccio a questa misura.

Gli investimenti ammessi: digitale ed energia

Le agevolazioni riguardano due categorie principali di beni:

  • da un lato i beni materiali e immateriali funzionali alla trasformazione digitale (elencati negli allegati IV e V alla legge n. 199 del 2025),
  • dall’altro i beni necessari per l’autoproduzione di energia rinnovabile.

Per quanto riguarda l’energia, sono inclusi i gruppi di generazione elettrica, i trasformatori, i misuratori, gli impianti per la produzione di calore di processo e i sistemi di stoccaggio (batterie). È importante notare che gli impianti di produzione energetica devono essere dimensionati in base al fabbisogno della struttura produttiva, con una producibilità massima non superiore al 105% dei consumi medi annui.

La procedura di accesso al beneficio

L’iter per ottenere l’agevolazione è suddiviso in tre fasi principali, gestite attraverso una piattaforma informatica dedicata sul sito del GSE, accessibile tramite SPID.

  1. Comunicazione preventiva: l’impresa deve trasmettere i dati identificativi, la tipologia e l’ammontare degli investimenti previsti.
  2. Comunicazione di conferma: entro sessanta giorni dall’esito positivo della prima fase, l’impresa deve confermare l’investimento, dimostrando il pagamento di un acconto pari ad almeno il 20% del costo di acquisizione.
  3. Comunicazione di completamento: al termine dei lavori, e comunque entro il 15 novembre 2028, va inviata la documentazione finale che attesta l’effettivo completamento degli investimenti. Il mancato rispetto dei termini o delle modalità previste comporta l’impossibilità di fruire del beneficio.

Documentazione e certificazioni richieste

Per garantire la correttezza dell’operazione, il decreto richiede specifici adempimenti documentali.

  • Le caratteristiche tecniche dei beni e la loro interconnessione al sistema aziendale devono essere dimostrate da una perizia tecnica asseverata rilasciata da ingegneri, periti industriali o enti di certificazione accreditati.
    Per investimenti inferiori a 300.000 euro, tale perizia può essere sostituita da una dichiarazione del legale rappresentante.
  • Inoltre, è necessaria una certificazione contabile che attesti l’effettivo sostenimento delle spese, rilasciata da un revisore legale dei conti o da una società di revisione.
  • L’origine europea dei beni deve essere comprovata da certificati della Camera di Commercio o dichiarazioni del produttore.

Limiti di spesa e parametri tecnici

Il decreto stabilisce tetti massimi di spesa per gli impianti di produzione di energia.
Ad esempio, per gli impianti fotovoltaici i costi massimi ammissibili variano in base alla potenza (espressa in kWp) e alla tipologia di moduli utilizzati. Per i sistemi di accumulo dell’energia elettrica, il limite è fissato a 900 euro/kWh. Il calcolo del fabbisogno energetico aziendale, necessario per il corretto dimensionamento degli impianti, segue formule specifiche che tengono conto dei consumi di energia elettrica e dei combustibili termici dell’anno precedente.

Controlli, decadenza e recupero delle somme

Il GSE effettua verifiche documentali e controlli per accertare la sussistenza dei requisiti tecnici e la veridicità delle dichiarazioni. Le imprese hanno l’obbligo di conservare tutta la documentazione, comprese fatture e perizie, per dieci anni dal completamento dell’investimento.
Il diritto al beneficio decade se il bene viene venduto o trasferito all’estero durante il periodo di fruizione senza essere sostituito, o in caso di false dichiarazioni e documentazione irregolare. In caso di decadenza, l’Agenzia delle Entrate provvederà al recupero dell’importo indebitamente percepito, con l’aggiunta di interessi e sanzioni.

 

Tags: Documento informativo

Recent Posts

Automotive 2026: più risorse a imprese e innovazione

Il panorama dell'auto in Italia si appresta a vivere una trasformazione profonda, non solo tecnologica ma anche strategica. Con la…

3 settimane ago

Modello redditi 2026: come compilare le sezioni per l’opzione Patent Box

La presente sezione va compilata dai contribuenti che optano o comunicano, nel quadro OP, l’adesione al regime agevolativo cosiddetto “Patent…

4 settimane ago

Focus Regione Piemonte: tutte le nuove misure in uscita

Si prospetta una stagione rovente, con Regione Piemonte che ha reso note le prossime aperture di una serie di misure…

2 mesi ago

Modello redditi 2026: come compilare le sezioni per il credito di imposta per gli investimenti in beni strumentali

Con il codice “2L” va indicato il credito d’imposta relativo agli investimenti in beni strumentali nuovi materiali di cui all’art.…

2 mesi ago

Iper ammortamento: condiviso il decreto attuativo definitivo. Cosa cambia per le imprese

Il nuovo iperammortamento entra nella fase operativa. Con il decreto attuativo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy,…

2 mesi ago

Direttiva (UE) 2023/970 sulla trasparenza retributiva: cosa cambia per le aziende

L’Unione Europea ha introdotto con la Direttiva (UE) 2023/970 un nuovo e significativo intervento normativo volto a rafforzare il principio…

2 mesi ago