Iperammortamento 2026: strategie di investimento e simulazioni di beneficio

L’Iperammortamento 2026 si conferma come uno dei pilastri fondamentali per la crescita del tessuto industriale italiano, incentivando l’acquisto di beni strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale. La misura non si limita al digitale, ma abbraccia la sostenibilità includendo sistemi per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili (con moduli fotovoltaici di efficienza pari al 23,5-24%), a condizione che i beni siano di origine europea (EU/SEE)[1].

Per comprendere il reale impatto finanziario di questa agevolazione, è essenziale analizzare come essa si interfacci con altre misure nazionali attraverso il cumulo. Di seguito, 2 simulazioni basate su un investimento tipo di 1.000.000 €.

Scenario 1: IPERAMMORTAMENTO

Un’azienda acquista un centro di lavoro per un ammontare di 1.000.000 €. In questo scenario, l’impresa sfrutta la maggiorazione massima del 180% prevista per investimenti fino a 2,5 milioni di euro.

Beneficio per maggiorazione 180% (IRES) 432.000 €
Deduzione ordinaria (IRES) 240.000 €
Beneficio totale 67,20%
Costo effettivo investimento 328.000 €

Scenario 2: SIMEST E IMPERAMMORTAMENTO

Un’azienda PMI del settore automotive con fatturato estero decide di acquistare delle attrezzature per un ammontare di 1.000.000 €. In questo caso, il cumulo con gli incentivi SIMEST permette di abbattere ulteriormente il costo netto grazie a un contributo a fondo perduto e un finanziamento a tasso quasi zero

Con finanziamento a tasso quasi Zero
Contributo a fondo perduto 100.000,00 €
Ipotesi ESL finanziamento 50.000,00 €
Esl complessiVo SIMEST (FP+finanziamento) 150.000 €
Cumulo con iperammortamento 2026
Base di calcolo iperammortamento 850.000 €
Beneficio per maggiorazione 180% (IRES) 367.200 €
Deduzione ordinaria (IRES) 240.000 €
Beneficio totale 75,70%
Costo netto investimento 242.800 €

Note operative per l’accesso

L’accesso a tali benefici richiede un iter rigoroso gestito tramite la piattaforma del GSE. È fondamentale rispettare le scadenze: una comunicazione preventiva per bloccare le risorse, una conferma con acconto del 20% entro 60 giorni dopo l’avvenuta conferma del GSE, e un’ultima comunicazione di completamento al termine dell’investimento entro il 15 novembre 2028. Per investimenti superiori a 300.000 €, è sempre necessaria una perizia tecnica asseverata; mentre è sempre richiesta una certificazione contabile per attestare il sostenimento delle spese.

[1] Il Governo sta valutando l’estensione o la rimozione del vincolo.

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