Il Mezzogiorno è al centro di numerosi interventi a suo favore. Anzi, trovarsi in una delle Regioni in esame sta diventando un vero e proprio privilegio.
Il credito di imposta investimenti al Sud, anche detto Bonus Sud, è stato introdotto con la legge di Stabilità del 2016. A seguito di numerose modifiche, ad oggi la situazione è decisamente interessante.
Il bonus sud può essere utilizzato da tutti i soggetti titoli di reddito di impresa che effettuano nuovi investimenti destinati a strutture produttive del Mezzogiorno. Riguarda gli acquisti di beni strumentali nuovi per le regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo.
La misura del credito nelle suddette regioni è così disposta:
Non solo Mezzogiorno ma anche Abruzzo e Molise, dove le percentuali sono rispettivamente 30, 20, 10%.
Nei comuni delle Regioni di Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo colpiti da eventi sismici, il credito spettante è riconosciuto invece nelle misure del 45, 35, 25%.
Inoltre, il bonus Sud è cumulabile con il credito investimenti in beni strumentali, introdotto con la Legge di Bilancio 2020.
E’ importante precisare che mentre il Credito investimenti è automatico – nel rispetto degli oneri documentali previsti dalla norma -, il Bonus Sud prevede la richiesta del credito tramite apposita comunicazione da presentare all’Agenzia delle Entrate.
La comunicazione è funzionale alla fruizione dei seguenti crediti:
I primi due sono operativi fino al 31/12/2020, mentre l’ultimo fino al 31/12/2022 su una spesa massima di 50 milioni.
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