L’ente bilaterale nazionale Ebipro, per gli studi professionali, è infatti intervenuto con un rimborso a favore del datore di lavoro per le spese sostenute nell’acquisto degli strumenti occorrenti (personal computer, monitor, stampanti e quanto altro è necessario). L’importo viene riconosciuto per ciascun lavoratore interessato.
La copertura prevista dallo stanziamento di Confprofessioni prevede un anticipo del rimborso fino alla concorrenza di 500 euro per ogni posizione lavorativa richiesta.
Dal sito istituzionale dell’ente è possibile scaricare il modulo per comunicare di aver già attivato la modalità di lavoro a distanza, modulo a cui collegare poi la fattura per gli acquisti strumentali necessari, da personal computer a stampanti, device, accessori etc.
Ricordiamo che tra le FAQ pubblicate dal Governo, è stato esplicitato il datore di lavoro non può imporre ai dipendenti la fruizione di ore e giorni di ferie laddove si sia già applicata una modalità di lavoro agile o smart working.
Nel caso in cui invece il lavoratore non possa effettuare le proprie mansioni in versione “smart” e abbia consumato tutte le ferie al 12 marzo 2020, il Governo ha disposto che “Laddove le ferie pregresse, il congedo, la banca ore, e altri analoghi istituti previsti dai rispettivi ordinamenti, utilizzati nel rispetto della contrattazione collettiva siano stati integralmente consumati e non vi siano altre prestazioni che tali lavoratori possano svolgere in modalità di lavoro agile, i periodi di assenza di tali dipendenti, conseguenti ai provvedimenti di contenimento del fenomeno epidemiologico da COVID-19, costituiscono servizio prestato a tutti gli effetti di legge analogamente a quanto previsto dall’art. 19, comma terzo, del DL n. 9 del2020.”
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