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Strumenti finanziari tra Crisi d’Impresa e continuità aziendale

Il rapporto tra banche e aziende

Il nuovo Codice della Crisi di impresa convive con gli strumenti del sistema bancario: da un lato le aziende devono implementare dei sistemi di controllo e di valutazione sistematica e sistemica del proprio andamento, tenendo conto di alcuni indici individuati a livello normativo dallo stesso Codice e dal Consiglio nazionale dei Dottori Commercialisti.

Dall’altro, le banche provvedono alla valutazione e mappatura dei propri clienti circa la loro condizione economico-finanziaria.

Ad esempio, gli intermediari finanziari tengono conto, da sempre, di alcuni fattori quali:

  • Esistenza di scaduto oltre 30 giorni;
  • Richiesta di una modifica dei termini contrattuali a favore del debitore;
  • Brusca modifica in negativo del rating.

Dal punto di vista delle imprese

La necessità e il dovere per le aziende di utilizzare simili strumenti valutativi, sulla falsa riga di quelli bancari, crea uno spazio per un allineamento tra banche e aziende.

Spazio ad oggi occupato da alcune criticità legate al mancato accoglimento delle domande di finanziamento, con conseguente timore e sentimento di inaffidabilità da parte delle imprese nei confronti delle banche, viste invece di partner, come ostacoli.

L’elemento mancante in questo rapporto è l’informazione: un sistema trasparente e condiviso tra intermediari finanziari e soggetti economici porterebbe infatti a benefici per entrambe le parti.

Come potrebbe cambiare il sistema?

Un rapporto più chiaro e diretto permetterebbe infatti un’analisi più dettagliata dell’andamento aziendale, permettendo alla banca di mediare in casistiche dove, generalmente, si agirebbe con misure restrittive e negative, contribuendo invece alla salvaguardia della valutazione aziendale.

In secondo luogo, l’assenza di dialogo tra le parti potrebbe aprire le aziende all’utilizzo di strumenti finanziari alternativi, che contribuirebbero ad aumentare la liquidità in capo all’azienda e in secondo luogo, aumentare gli investimenti.

Una soluzione intermedia e ottimale sarebbe la creazione di un portafoglio finanziario diversificato, in grado di contribuire alla crescita aziendale. Ma la scelta e l’utilizzo degli strumenti finanziari ad hoc per singola fattispecie richiede, ricordiamo, massima trasparenza da parte delle aziende e un buon rapporto con gli intermediari finanziari, anche non tradizionali, ed i consulenti, imprescindibili nel supporto alla definizione di una strategia aziendale.

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