Slittano i termini per l’adesione all’istituto della Sanatoria per il credito di imposta per le attività di ricerca e sviluppo sostenute nelle annualità 2015-2019, ai sensi della precedente versione del tax credit, regolato dalla L. 145/2013.
Con la nota del Ministero di Economia e Finanze, è stato infatti reso noto il deposito dello slittamento temporale.
Sulla quantificazione della proroga, dovremmo attendere l’approvazione dei diversi emendamenti proposti sul Decreto Aiuti Ter, al vaglio delle autorità competenti; sembra comunque ormai data per certa la proroga di ben un anno.
Ma non è la sola modifica che pare verrà realizzata.
Con la proroga di adesione ad ottobre 2023, la prima conseguenza è lo slittamento di tutto il calendario dei pagamenti di saldo. Per chi avrà comunque già presentato l’istanza e per chi deve ancora farlo la prima o unica rata di pagamento slitta al 16 dicembre 2023; mentre la seconda e la terza rata saranno dovute rispettivamente entro il 16 dicembre del 2024 e il 16 dicembre del 2025.
Ma questa non è l’unica novità, perché il famoso iter certificativo in fase di definizione a valere sul nuovo credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo, innovazione e ideazione estetica, potrebbe diventare valido anche la precedente versione oggetto di sanatoria.
Lo strumento della certificazione potrebbe finalmente porre fine alla diatriba autorità-giurisprudenza e alla mancanza di certezza del diritto, potendo ogni caso essere vagliato sotto l’aspetto tecnico, l’unico che può effettivamente qualificare la natura del credito tra non spettante e inesistente.
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