Tra i beneficiari del nuovo bonus ricerca e sviluppo sono esclusi i soggetti che svolgono ricerca su commissione.
La nuova legge, nell’individuare i soggetti beneficiari, si riferisce alle sole imprese che effettuano investimenti in una delle attività ammissibili, senza alcuna estensione ai soggetti commissionari.
Il nuovo bonus R&S in realtà non fa altro che riportare quanto già esplicato chiaramente in passato dalla Circolare 5/E/2016 a commento della precedente normativa.
Secondo la suddetta circolare, per soggetti investitori, quali unici beneficiari dell’agevolazione, occorre far riferimento a quei soggetti che svolgono direttamente attività di ricerca e sviluppo o che in alternativa la commissionano a terzi, tramite apposita contrattazione.
La nuova norma ha inoltre specificato che l’agevolazione è confinata alle attività di ricerca svolte direttamente e in laboratori o strutture situati nel territorio dello Stato, escludendo di fatto una grande fetta di ricerca commissionata.
Durante il question time dello scorso 13 febbraio, il MISE ha dichiarato la possibile cumulabilità tra il nuovo bonus R&S e le agevolazioni Smart & Start.
Ricordiamo che l’incentivo è finalizzato alla promozione e alla diffusione dell’imprenditorialità nel territorio italiano, sostenendo le politiche di trasferimento tecnologico e di valorizzazione economica dei risultati della ricerca pubblica e privata.
La misura è riservata alle startup innovative di piccola dimensione e costituite da non più di sessanta mesi dalla presentazione della domanda.
Il MEF a riguardo ha precisato che lo strumento in oggetto, non avendo natura fiscale, può essere cumulabile con il credito di imposta, purchè tale cumulo non porti al superamento del costo sostenuto.
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