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Reato di dichiarazione fraudolenta: scadenze e novazioni

Soglie ristrette e aumentano le sanzioni previste

Con la decorrenza del 2 dicembre 2019, scade il termine per beneficiare della causa di non punibilità, in caso di omessa presentazione della dichiarazione dei redditi 2017.

L’omessa presentazione infatti, resta impunita se i debiti tributari vengono estinti, con il pagamento di tutti gli importi dovuti nel termine di presentazione della dichiarazione, relativa al periodo d’imposta successivo.

Nel caso specifico però, i termini non scadranno lunedì prossimo, bensì il 2 marzo 2020, anche se saranno già in vigore le modifiche apportate dal decreto legislativo 124/2019. Decreto che inasprirà le sanzioni già previste e restringerà le soglie che fanno scattare le sanzioni stesse.

Di seguito un paio di esempi:

  • In caso di omessa dichiarazione con imposta evasa superiore a 50 mila euro, è prevista la reclusione da 2 a sei anni (invece che da un anno e sei mesi a quattro anni);
  • Per la dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di documenti per operazioni in tutto o in parte inesistenti, c’è la reclusione da quattro a otto anni;
  • In caso di dichiarazione infedele è prevista la reclusione da due a cinque anni con soglia di evasione da 100 mila euro (invece che gli attuali 150 mila) e una percentuale degli attivi sottratti rispetto a quelli dichiarati superiore al 10% o comunque superiore a due milioni (rispetto i 3 attuali).

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