In questi giorni il Governo ha svelato la lista degli ambiti in cui si potranno svolgere le attività formative incentivate per acquisire o consolidare le conoscenze delle tecnologie del piano Industria 4.0.
Gli ambiti si suddividono in tre categorie:
Di ciascuna di queste tre categorie sono state elencate le “voci” – in totale 106 – che possono essere oggetto di formazione e possono dunque conquistare il credito d’imposta per la formazione 4.0.
Il credito d’imposta per la formazione 4.0 è rivolto a tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano e dal regime contabile adottato, che effettuano spese in attività di formazione 4.0 nel periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2017. Tali spese dovranno essere certificate dal soggetto incaricato della revisione legale o da un professionista iscritto nel Registro dei revisori legali.
Il credito d’imposta è attribuito nella misura del 40% delle spese relative al solo costo aziendale del personale dipendente per il periodo in cui viene occupato in attività di formazione 4.0.
L’incentivo è riconosciuto, fino ad un importo massimo annuale di 300 mila euro per ciascuna impresa beneficiaria, per gli interventi formativi pattuiti attraverso contratti collettivi aziendali o territoriali.
Società specializzate e di consulenza, università, Its, «competence center» (i poli di eccellenza che aiuteranno le Pmi in industria 4.0), enti regionali di formazione e anche gli stessi fornitori delle tecnologie che potrebbero affiancare al bene digitale anche attività di formazione.
Sarà comunque necessario attendere il decreto attuativo contenente tutte le disposizioni applicative che sarà emanato entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge di bilancio.
Formazione 4.0 – Elenco voci agevolate
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