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550 milioni per la transizione ecologica e digitale delle startup: al via due nuovi fondi

Da oggi startup e PMI possono candidarsi al Digital Transition Fund e al Green Transition Fund, entrambi gestiti da Cdp Venture Capital SGR per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Il ministero delle Imprese e del made in Italy ha annunciato oggi la partenza operativa dei fondi finanziati con risorse europee previste dal PNRR, per cui era stato firmato l’accordo finanziario tra l’ex ministero dello Sviluppo e Cdp Venture a giugno 2022.

L’obiettivo per entrambi i fondi è stimolare la crescita dell’ecosistema innovativo italiano.

Analizziamo i due fondi.

 

Green Transition Fund e Digital Transition Fund

Per i fondi, ricompresi nell’ambito degli interventi a “Supporto di startup e venture capital attivi nella transizione ecologica” e Finanziamento di startup”, sono stati stanziati complessivamente 550 milioni di euro, rispettivamente ripartiti come segue:

  • 250 milioni di euro per il Green Transition Fund
  • 300 milioni di euro per il Digital Transition Fund.

Il 40% delle risorse saranno riservate agli investimenti da realizzare nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia).

I Fondi potranno supportare sia investimenti diretti (equity, quasi equity, debito e quasi-debito) sia indiretti, quindi, in fondi di venture capital e fondi di venture debt gestiti da un gestore autorizzato. 

 

Progetti ammissibili

Transizione verde. I progetti potranno prevedere l’utilizzo di energia rinnovabile, la mobilità sostenibile, l’efficienza energetica, l’economia circolare, lo smaltimento dei rifiuti, lo stoccaggio di energia e affini. Il fondo avrà l’obiettivo, entro il 30 giugno 2026, di investire in 25 Imprese Target, attivando 250 milioni di euro.

 

Transizione digitale. Gli ambiti dei progetti dovranno interessare l’Intelligenza Artificiale, l’Industria 4.0, il cloud, l’assistenza sanitaria, la cybersicurezza, il fintech e blockchain. Il fondo intende sostenere entro il 30 giugno 2025 almeno 250 Imprese Target con investimenti complessivi per 700 milioni di euro.

 

Le imprese target

Per imprese target si intendono le:

– start-up con elevato potenziale di sviluppo, con particolare riguardo verso le PMI delle filiere della transizione digitale e che realizzano progetti innovativi;

– start-up e PMI costituite tramite una scissione societaria, a seguito di cessione di azienda o di ramo d’azienda o costituita in ottica di venture building dopo il 1° febbraio 2020, caratterizzate da un significativo grado di scalabilità;

– imprese holding straniere che controllino una delle imprese target; tale ipotesi prevede che le risorse investite dal Fondo siano impiegate dalle imprese ammissibili in Italia e la proprietà intellettuale sviluppata in Italia debba restare in Italia. L’investimento riguarderà fino a un massimo del 30% delle imprese target in portafoglio.

 

Attività e progetti dovranno essere conformi al principio DNSH (do no significant harm, cioè non arrecare danni significativi all’ambiente). Pertanto non saranno ammissibili i progetti aventi attività e attivi connessi ai combustibili fossili, che generano emissioni di gas a effetto serra non inferiori ai parametri di riferimento nell’ambito dell’ETS oppure correlati alle discariche di rifiuti, inceneritori, impianti di trattamento meccanico biologico o di smaltimento a lungo termine dei rifiuti che potrebbe causare un danno all’ambiente. 

 

Per i progetti di transizione verde, si aggiungono i seguenti requisiti:

  • l’importo dell’investimento diretto da parte del Fondo dovrà essere compreso tra Euro 1 milione ed Euro 15 milioni;
  • concorrere al 100% al raggiungimento dell’“obiettivo climatico”. Per tale motivo, la SGR acquisirà, in fase valutativa, una relazione rilasciata da un esperto ambientale che certifichi che l’investimento concorre al contributo positivo perseguito dall’investimento de quo.

 

Settori esclusi

Come già anticipato, saranno esclusi i progetti di investimento in imprese target che presentano i seguenti codici Nace/Ateco: 

05: estrazione di carbone (esclusa torba); 

06: estrazione di petrolio greggio e di gas naturale; 

07: estrazione di minerali metalliferi; 

08.9 estrazione di minerali e prodotti di cava n.c.a (e in generale tutta la sezione b – attività estrattiva); 

24.46: trattamento dei combustibili nucleari; 

09: attività di supporto all’estrazione di petrolio e di gas naturale; 

19: fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio; 

35.2: produzione di gas; distribuzione di combustibili gassosi mediante condotte; 

38.21: trattamento e smaltimento di rifiuti non pericolosi; 

38.22: trattamento e smaltimento di rifiuti pericolosi.

 

Presentazione delle domande

I progetti per il digitale e la transizione ecologica dovranno essere presentati, rispettivamente, agli indirizzi di posta elettronica digitaltransitionfund@cdpventurecapital.it e greentransitionfund@cdpventurecapital.it, e saranno selezionati dopo la valutazione di Cdp Venture, chiamata a operare a condizioni di mercato.

Tags: Bandi

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