Tra le varie misure modificate dalla nuova Legge di Bilancio, non esce indenne il credito d’imposta ricerca e sviluppo. Sono diversi gli aspetti sui quali è intervenuto il legislatore, benchè non abbia rivisto, almeno per il momento, le aliquote nazionali previste per il 2023 e gli esercizi seguenti dalla L. 234/2021.
Gli interventi attuati si possono sintetizzare in:
Circa il potenziamento delle aliquote nel Mezzogiorno, ricordiamo che le regioni interessate da tale proroga sono Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, per le quali sono stati destinati ben 55,2 milioni di euro per ciascuna annualità 2023, 2024 e 2025 a valere sulle risorse del Fondo sviluppo e coesione (FSC) – ciclo di programmazione 2021-2027.
Per effetto di tale proroga le aliquote del credito d’imposta R&S nel Mezzogiorno risultano, nel periodo d’imposta 2023, le medesime del biennio 2021-2022:
Circa la Sanatoria, la proroga potrà dirsi utile nel caso in cui ci sia un intervento chiarificatore finalizzato ad eliminare eventuali elementi di incertezza sulla procedura di riversamento spontaneo e a chiarirne i relativi effetti, tenuto anche conto del nuovo iter di certificazione in corso di definizione, che potrà riguardare non solo il nuovo credito ma anche le attività rendicontate dal 2015 al 2019.
Inoltre con l’eliminazione della condizione per cui non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento, la procedura di riversamento spontaneo resta attivabile anche nei casi in cui l’indebito utilizzo in compensazione sia già stato accertato con un atto di recupero crediti ovvero con altri provvedimenti impositivi, purché non divenuti definitivi alla data del 22 ottobre 2021, giorno di entrata in vigore del D.L. 146/2021.
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