Categories: News

Formazione 4.0: (dis)incentivazione in corso?

Il Decreto Aiuti ha previsto una rimodulazione della normativa del credito di imposta Formazione 4.0. Se da un lato l’obiettivo è quello di rendere quanto più efficace il processo di consolidamento delle competenze 4.0, dall’altro l’assenza di decreti attuativi, all’alba del penultimo mese dell’anno, lascia un po’ di amaro in bocca. Vediamo perché.

Il Decreto Aiuti ha previsto una rimodulazione delle aliquote agevolative fruibili in presenza di formazione 4.0. Tale rimodulazione è prevista al rialzo, nel caso in cui la formazione sia erogata da soggetti qualificati; al contrario, le percentuali subiscono delle lievi inflessioni al ribasso, nel caso in cui la formazione sia effettuata internamente all’azienda.

Si parla di percentuali significative, poiché nel caso di formazione qualificata e certificata, l’aliquota passa dal 50 al 70% per le piccole imprese e dal 40 al 50% per le medie.

L’altra faccia della medaglia vede invece un decremento da 50 al 40% per le piccole e dal 40 al 35% per le medie.

Le percentuali riservate alle grandi imprese non risentono invece dell’intervento normativo.

La problematica sorge dal momento in cui il Decreto Aiuti applica tale doppio canale agevolativo ai corsi formativi che vengono realizzati a partire dal 18/05/2022 e che rispettano alcuni iter operativi.

Infatti, oltre al rispetto dei requisiti soggettivi dei docenti, il corso, per poter fruire delle aliquote maggiorate, deve prevedere:

  • Un accertamento iniziale del livello delle competenze, attraverso la somministrazione telematica di un questionario standard ancora da definirsi;
  • La definizione del piano formativo e della durata del corso, da costruirsi in base ai risultati del test;
  • Il contenuto del piano formativo dovrà rispettare le linee guida di prossima emanazione;
  • Le competenze acquisite a seguito del percorso formativo dovranno essere accertate con test realizzati in base a criteri e modalità non ancora definite.

Questo significa che di fatto, tutti i corsi formativi realizzati dopo il 18 maggio 2022, dovranno subire l’applicazione di un’aliquota penalizzante, a causa della mancata pubblicazione del decreto atteso.

Questo quadro si inserisce a fianco del fatto che fino ai prossimi rumors sulla legge di Bilancio, il credito di imposta per le attività di formazione 4.0 è una misura destinata ad esaurirsi nell’anno, in totale contraddizione con i principi e gli obiettivi del PNNR ed europei.

Tags: Credito Formazione 4.0

Recent Posts

Direttiva (UE) 2023/970 sulla trasparenza retributiva: cosa cambia per le aziende

L’Unione Europea ha introdotto con la Direttiva (UE) 2023/970 un nuovo e significativo intervento normativo volto a rafforzare il principio…

3 settimane ago

Giornata della Terra 2026: Open Group Italia Sustainability Partner di Club Silencio

Un successo sostenibile: il racconto del 25 aprile ai Musei Reali con CLUB SILENCIO L'evento tenutosi il 25 aprile presso…

4 settimane ago

Modello redditi 2026: come compilare le sezioni per le attività di Ricerca, Sviluppo e Innovazione

Con il codice credito “L1”, nella presente sezione va indicato il credito d’imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo,…

1 mese ago

UNI/PdR 192:2026: un nuovo riferimento per la conciliazione vita-lavoro nelle organizzazioni

Il 14 aprile 2026 è entrata in vigore la Prassi di Riferimento UNI/PdR 192:2026, che introduce un nuovo quadro di…

1 mese ago

Rapporto biennale sulla situazione del personale: obbligo e scadenze

Entro il 30 aprile 2026 le aziende pubbliche e private con più di 50 dipendenti sono tenute a un importante…

1 mese ago

Legge annuale sulle PMI: cosa c’è di nuovo?

È stata recentemente pubblicata nella Gazzetta Ufficiale la Legge 11 marzo 2026, n. 34, nota come la "Legge annuale sulle…

2 mesi ago