Nel 2026, 150 milioni per servizi di cloud computing e cybersecurity

Il MIMIT ha stanziato un totale di 150 milioni di euro, a favore di PMI e lavoratori autonomi di tutta Italia, per l’acquisto di servizi e prodotti di cloud computing e cybersecurity per favorire l’adozione di soluzioni digitali e tecnologicamente avanzate e promuovere la sicurezza informativa. Unico requisito per l’accesso al voucher: essere in possesso di un contratto per la fornitura di servizi di connettività con velocità minima in download di 30 Mbps.

La misura è contenuta in un decreto ministeriale dello scorso luglio, ma solo recentemente sono state date maggiori specifiche sulle modalità di attuazione della misura.

Andiamo però con ordine e partiamo dalle informazioni essenziali: quali spese possono essere coperte dal voucher?

Sono ammissibili le spese sostenute per l’acquisizione di uno o più servizi/prodotti di cloud computing e cybersecurity comprendenti hardware, software e servizi cloud, di cui al presente elenco:

  1. soluzioni hardware cybersecurity: firewall; firewall di nuova generazione (NGFW); router/switch sicuri; dispositivi di prevenzione delle intrusioni (IPS);
  2. soluzioni software cybersecurity: antivirus e antimalware; software di monitoraggio delle reti; soluzioni di crittografia dei dati; sistemi di gestione delle informazioni e degli eventi di sicurezza (SIEM); software di gestione delle vulnerabilità;
  3. servizi cloud infrastrutturali: virtual machine; servizi di storage & backup; network & security (inclusi connettività VPN e servizi DDoS); database;
  4. servizi Cloud SaaS: software di contabilità; soluzioni per la gestione delle risorse umane (HRM); sistemi di gestione produttività/Workflow (ERP); software per la gestione di contenuti digitali (CMS) ed e-commerce; strumenti per gestire le interazioni con i clienti (CRM);
  5. servizi di configurazione, monitoraggio e supporto continuativo dei servizi.

L’agevolazione è concessa sottoforma di contributo a fondo perduto del 50% delle spese ammissibili, per un importo massimo di 20.000,00 € ad azienda. La spesa minima deve essere di 4.000,00 €. I contributi saranno riconosciuti in una o due soluzioni e rientrano nel regime de minimis.

Per poter fare domanda, le aziende e i lavoratori autonomi interessati dovranno però aspettare almeno il secondo trimestre dell’anno. Per prima cosa infatti il Ministero ha disposto una finestra temporale dal 04/03/2026 al 23/04/2026, finalizzata alla definizione di un elenco di fornitori qualificati dai quali le aziende dovranno fornirsi.

Queste specifiche sono contenute all’interno decreto direttoriale del 21 novembre 2025, che sancisce che le società fornitrici, per iscriversi all’apposito elenco, devono:

  • fornire servizi ammissibili con qualifica almeno di livello 1 (QC1), presenti nel catalogo delle infrastrutture digitali e dei servizi cloud di cui al regolamento n. 21007/24;

OPPURE

  • fornire soluzioni ammissibili (pur non qualificate da ACN nel catalogo delle infrastrutture digitali e dei servizi cloud di cui al regolamento n. 21007/24), purchè dimostrino il possesso di specifiche certificazioni – prime fra tutte ISO 9001 e 27001.

Gli ulteriori aspetti verranno definiti con nuovi decreti attuativi di futura pubblicazione.

Tags: Bandi Documento informativo Trasformazione digitale e automazione

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